Domenica 18 aprile 2010
ore 18
Piazza Cavalli, Piacenza
Lo scrittore Erri De Luca inaugura domenica 18 aprile alle
ore 18 presso Palazzo Gotico a Piacenza la rassegna di maggio che
“Piacenza Teologia” dedica quest’anno al tema della creazione.
Grande conoscitore dell’Antico e del Nuovo Testamento, che traduce in ebraico e in greco, Erri De Luca non é uno studioso accademico, non fa di questi libri un semplice materiale di studio ma li ritiene la chiave di lettura per interpretare la scena umana, intessendo i suoi romanzi di riferimenti alla bibbia e alla spiritualità cristiana.
Ne “In nome della madre”, dedicato alla storia della maternità di Maria, Erri De Luca racconta delle due ‘m’ incluse nel nome Miriam che esistono in ebraico, di cui quella finale é chiusa da ogni lato, mentre quella iniziale è gonfia e ha un’apertura verso il basso, e dunque “è un’emme incinta”.
Del Kohèlet dice che “la provvidenza ha voluto che questo libro rientrasse nel canone sacro. Lo si legge per grazia di questa assunzione, ma il lettore sempre si chiede cosa ci stia a fare Kohèlet nell’Antico Testamento. E si risponde, se crede: ‘amen’, verità”.
Che Erri De Luca, non certo un intellettuale di provenienza cattolica, rappresenti l’impossibilità di eliminare la cultura cristiana dal nostro modo di pensare, che il suo attuale successo dica il crescente interesse verso la vita religiosa, tutto questo indica un luogo di riflessione che l’associazione intende coltivare, per dedicare nuovi spazi e rinnovate prospettive all’elaborazione teologica e non smettere di ricercare i fondamenti profondamente umani che rendono ragione della fede.
L’alternativa sarebbe l’arida dinamica istituzionale o l’illusione settaria, mentre “il credente sa - scrive PierAngelo Sequeri - che esiste una bellezza della verità di Dio che si rifrange in ogni pensiero e in ogni ricerca della verità”.
Grande conoscitore dell’Antico e del Nuovo Testamento, che traduce in ebraico e in greco, Erri De Luca non é uno studioso accademico, non fa di questi libri un semplice materiale di studio ma li ritiene la chiave di lettura per interpretare la scena umana, intessendo i suoi romanzi di riferimenti alla bibbia e alla spiritualità cristiana.
Ne “In nome della madre”, dedicato alla storia della maternità di Maria, Erri De Luca racconta delle due ‘m’ incluse nel nome Miriam che esistono in ebraico, di cui quella finale é chiusa da ogni lato, mentre quella iniziale è gonfia e ha un’apertura verso il basso, e dunque “è un’emme incinta”.
Del Kohèlet dice che “la provvidenza ha voluto che questo libro rientrasse nel canone sacro. Lo si legge per grazia di questa assunzione, ma il lettore sempre si chiede cosa ci stia a fare Kohèlet nell’Antico Testamento. E si risponde, se crede: ‘amen’, verità”.
Che Erri De Luca, non certo un intellettuale di provenienza cattolica, rappresenti l’impossibilità di eliminare la cultura cristiana dal nostro modo di pensare, che il suo attuale successo dica il crescente interesse verso la vita religiosa, tutto questo indica un luogo di riflessione che l’associazione intende coltivare, per dedicare nuovi spazi e rinnovate prospettive all’elaborazione teologica e non smettere di ricercare i fondamenti profondamente umani che rendono ragione della fede.
L’alternativa sarebbe l’arida dinamica istituzionale o l’illusione settaria, mentre “il credente sa - scrive PierAngelo Sequeri - che esiste una bellezza della verità di Dio che si rifrange in ogni pensiero e in ogni ricerca della verità”.
da un articolo di Enrico Garlaschelli
(pubblicato sul "Il Nuovo Giornale" del 9/4/2010)
(pubblicato sul "Il Nuovo Giornale" del 9/4/2010)
L'ospite: Erri De Luca
Le foto e il video
Rassegna stampa
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Avvenire 17 aprile 2010
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Liberta' 18 aprile 2010 (prima pagina)
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Liberta' 18 aprile 2010
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Cronaca 19 aprile 2010
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Liberta' 19 aprile 2010

